RECENSIONI 2008-2009

DARIO BISSO SABADIN

Da CORRIERE DEL TEATRO Gennaio 2008

Dolo – PALAEXPO -  LA TRAVIATA

Anche quest’anno la stagione autunnale della lirica della Riviera del Brenta apertasi con lo svolgimento della  XIII ma edizione del Concorso Lirico Internazionale “G.B. Velluti”, si è conclusa con la tradizionale esecuzione in forma di concerto di un’opera di repertorio: in questo caso La Traviata di Verdi, eseguita di fronte a un pubblico che, accorso numeroso, ha riempito ogni spazio disponibile del PalaExpo di Dolo. Regista dell’intera operazione il maestro Dario Bisso, che a capo di una buona compagine orchestrale – l’Orchestra Sconfinarte di Milano – ha scelto un andamento spedito e ricco di colore nei due squarci ‘mondani’ del capolavoro verdiano ambientati nel salotto di Violetta e nella sfarzosa galleria di Flora, ripiegando per efficace contrasto su sonorità scommesse, pervase di struggenti accenti nei due bellissimi Preludi. Assai positivo poi il dipanarsi delle scene intimistiche, specie là dove Verdi affida a melanconiche introspezioni i monologhi dei personaggi; ottimo nei concitati episodi del II° atto, e perfetto tutto il clima del III°  atto, dove Bisso riesce ad ottenere sonorità di assoluta trasparenza, eppure angosciose e tormentate, che esaltano il giungere della desolante fine della protagonista. [………].

g.m.

 

CORRIERE DEL TEATRO Lug-Ago-Set  2008

SUCCESSO DEL M° BISSO IN TRAVIATA A BERGAMO

Dopo il caloroso successo ottenuto a Dolo, in provincia di Venezia, lo scorso settembre con La Traviata, Dario Bisso è tornato a dirigere il lavoro verdiano a Bergamo, precisamente al Palacreberg il 10 maggio scorso.

bisso, alla testa dell'Orchestra Sconfinarte di Milano e del Coro Antiche Armonie di Bergamo, ha accompagnato un cast di giovani talenti usciti dalle passate edizioni del Concorso Velluti di Dolo del quale è direttore artistico. Principali interpreti il soprano Eleni Ioannidou, il baritono Paride Pandolfo, ed il mezzosoprano Larissa Demidova. L'evento bergamasco, a sfondo benefico, ha decretato il successo di Bisso che tornerà a dirigere nei prossimi mesi altri titoli operistici, tra i quali Rigoletto di G. Verdi, con artisti di livello internazionale.

 

da Gli Amici della Musica - Echi dal Territorio
ottobre 2008

DOLO (Ve)
Giunta alla terza edizione, la Settimana della Lirica in Riviera del Brenta quest’anno, a causa dell’assenza delConcorso Internazionale Voci Nuove della Lirica "Giovan Battista Velluti" - divenuto biennale -, si è dipanata in
un paio di eventi musicali di notevole interesse. Il primo dei due, avvenuto nella serata di mercoledì 17 Settembre,
ha dato ampio spazio all’esecuzione di molti brani tratti dai titoli lirici più famosi, consentendo l’esibizione
di artisti giovani, promettenti e spigliati. Davvero apprezzabili le prove delle due signore impegnate: il
mezzosoprano Simona Forni e scoppiettante nel’Italiana in Algeri, sensuale nella Carmen, la giovanissima Carlotta Gomiero al pari spontanea e di notevole
interesse vocale nel repertorio affrontato che spaziava da Rossini a Donizetti per toccare Puccini nei bis. Ricordiamo Lorenzo Ciccioni che con la sua copiosa voce di basso ha dato vita ai personaggi verdiani e mozartiani più conosciuti, al pari del tenore Davide Massimiliano interessante negli estratti dal Don Pasquale di Donizetti. La rassegna si è chiusa sabato 20 Settembre con l’altro attesissimo evento: la realizzazione in forma di concerto di Rigoletto di Giuseppe Verdi. Questo titolo ha assunto un particolare valore, in quanto è andato a completare l’esecuzione integrale della Trilogia popolare verdiana, iniziata nel 2006 con Il Trovatore e proseguita lo scorso anno con La Traviata. Permettere ad un pubblico eterogeneo di poter gustare gratuitamente una serata musicale di buon livello è impresa certamente non da poco con i tempi che corrono e le difficoltà che affliggono la cultura in genere, tuttavia lo sforzo di anni è premiato più che ottimamente da un grande afflusso di appassionati e non che hanno affollato il Teatro Tenda Expo-Art di Dolo, comune dove ha sede l’Associazione artigiani e piccola impresa Città della Riviera del Brenta vero perno - durante tutto l’anno - di molte iniziative culminanti nella settimana settembrina di esposizione legata all’artigianato, con svariate manifestazioni che includono anche una o più serate culturali. La mente musicale della rassegna è il direttore artistico del Concorso Velluti, Dario Bisso che ha concertato in quest’occasione l’Orchestra Filarmonica Italiana (compagine illustre dal curriculum brillante e dalla lunga storia), assecondando con solerzia i solisti e mettendo in risalto i momenti di contabilità senza sottovalutare l’impeto del primo Verdi rintracciabile nella partitura del 1851. Il cast, assemblato grazie a diverse audizioni, ha trovato due punte di diamante nella coppia tenore e soprano, il primo uno sfavillante Aldo Di Toro, cantante di gran pregio, assente inspiegabilmente dalla quasi totalità delle piazze italiane ma fortunatamente molto stimato in Australia e la preparata Novella Bassano, Gilda di gran pregio ed interessantissima vocalità. Il ruolo di Rigoletto è stato affidato al baritono Carlo Morini, già affermato a livello
internazionale, che si è dimostrato preparato, disinvolto e musicale, mentre una piacevole sorpresa è stata poter riascoltare, ora con vocalità di mezzosoprano, Floriana Sovilla la quale ha trovato in Maddalena un personaggio
congeniale ai propri mezzi. Sparafucile era Maurizio Franceschetti che ha ben tratteggiato le caratteristiche peculiari del suo sordido personaggio. A ricoprire i rimanenti ruoli c’erano vocalità giovani di interesse, vincitori o finalisti di concorsi; ricordiamo
il convincente Mirko Quarello nei panni di Marullo, la spigliata Elisa Fortunati impegnata come Giovanna, Contessa di Ceprano e Paggio, Simone Marchesini alle prese con Monterone, ruolo breve, per nulla agevole ma ben risolto e Lorenzo Ciccioni efficace Conte di Ceprano. A completare il cast il tenore Bruno Nogara impegnato nel ruolo di Borsa, disinvolta spalla del Duca ed il giovane ma promettente Gianluca Lentini nel piccolo breve ruolo dell’Usciere. Il Coro lirico del Teatro Verdi di Padova ha compiuto in maniera encomiabile il proprio lavoro. La serata, apprezzata da un pubblico
cospicuo ed interessato, dimostra che il teatro lirico è
vivo più che mai e merita di essere salvaguardato, anche e soprattutto, dalle piccole realtà cittadine o paesane che con notevoli sforzi si impegnano nella diffusione della musica.

 

da IL CORRIERE DEL TEATRO Vol 1°  GEN-FEB-MAR  2009

 DOLO (VE) - TEATRO EXPO ART

RIGOLETTO

 Quest'anno il Concorso Lirico internazionale "G.B.Velluti" non si è tenuto, essendo stato portato a cadenza biennale; pazienza. ma i melomani della Riviera del Brenta non hanno perso il loro annuale appuntamento con la grande Lirica, al quale sono ormai abituati; e questo grazie a un bel Rigoletto eseguito in forma di concerto nell'affollatissimo teatro-tenda dell'Expo-Art. Tradizione vorrebbe che i cantanti chiamati a ricoprire i ruoli del lavoro in programma, venissero dalle file dei vincitori della prestigiosa selezione lirica veneziana. Quest'anno si è preferito agire altrimenti, convocando all'uopo artisti già in carriera; ed anche l'orchestra è stata cambiata rispetto agli anni precedenti, essendo stata chiamata l'Orchestra Filarmonica Italiana. Maestro concertatore e direttore, come sempre, Dario Bisso: colonna delle iniziative musicali della città di Dolo, il quale ha saputo offrire - grazie pure alla notevole precisione della formazione emiliana - una concertazione di indubbio valore, mostrandosi sempre pronto a sostenere con giusta abilità lo svolgersi della splendida partitura verdiana. Una prova nel complesso assolutamente più che positiva, sia nella chiarezza espositiva che nel gusto della narrazione musicale, tenuto conto che l'assenza di apparato scenico focalizzava meglio l'attenzione dello spettatore sui valori musicali, ponendo in luce preziosi particolari perfettamente messi a fuoco dal maestro veneto. ....... 

(gm)

 

Serata di grande musica per l'assegnazione del Bepi Colombo Prize

Musicalità teutonica sotto la bacchetta di Bisso

di Francesco Bertini

PADOVA - 14 Febbraio 2009, nella cornice di uno dei luoghi più famosi di Padova, la Sala dei Giganti o degli Eroi che rappresenta assieme alla loggia trecentesca in Via dell'Accademia l'unico resto dell'estesa Reggia dei Carraresi, si è svolta una serata di grande musica, al termine dei lavori per l'assegnazione del Bepi Colombo Prize. Il premio, intitolato alla memoria dell'illustre padovano Colombo che seppe distinguersi a livello internazionale nel campo della Meccanica Celeste, è rivolto ad Aziende e Ricercatori che si siano distinti nei campi dell'innovazione e del trasferimento tecnologico contribuendo allo sviluppo economico e sociale del territorio.

Per un avvenimento di tale portata anche gli esecutori devono essere di altissimo livello; ecco dunque, per la prima volta a Padova, un ensemble d’archi, la Philharmonische Camerata Berlin, che, sebbene costituitosi di recente, porta con se l’illustre marchio dei prestigiosi Berliner Philharmoniker in seno ai quali i componenti del gruppo lavorano. Non da meno il direttore alla guida della compagine, padovano d’adozione, Dario Bisso che proprio recentemente ha ricevuto il premio Strapadovan Musica, mentre nel 2007 era stato insignito del Premio Pentagramma, un riconoscimento offerto ad alcuni tra i più significativi artisti del nostro Paese. Il ricco programma prevedeva il Divertimento per Archi in Re Maggiore K136 e la Serenata in Sol Maggiore "Eine Kleine Nachtmusik" K525 di Wolfgang Amadeus Mozart, due gemme dell’arte perfetta e sincera del compositore salisburghese, un incantevole e poco conosciuto Concerto per violino e clavicembalo di Haydn, affidato ai preparati ed affermati solisti Thomas Timm e Gian Maria Bonino, e, in chiusura, la nota Serenata per Archi di Tchajkovskij.

Le qualità di Bisso che si muove con agilità e gusto, dando prova, anche nel gesto direttoriale, di un coinvolgimento che va oltre la musica stessa, dimostrano la versatilità di quest’artista, già fondatore di un complesso da camera, e il continuo ampliamento del proprio repertorio in molteplici direzioni. L’ensemble tedesco lo asseconda con una spontaneità ed immediatezza sorprendenti, doti peraltro naturali nei musicisti teutonici. Ne sortisce una serata raffinata, come sempre più di rado si ha l’occasione di gradire, di felice impatto e notevole gradimento per gli astanti.

DARIO BISSO sabàdin