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Le recensioni |
I protagonisti del Trovatore
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La Settimana della Lirica è terminata con un titolo verdianoLe voci del Concorso Velluti per il Trovatoredi Francesco BertiniGLI AMICI DELLA MUSICADOLO (Ve) - La prima edizione della Settimana della Lirica in Riviera del Brenta ha visto la sua conclusione, dopo l'espletamento del 12° Concorso Internazionale Voci Nuove della Lirica "Giovan Battista Velluti", con l'esecuzione in forma di concerto della celebre opera verdiana Il Trovatore. Prima produzione del Concorso Velluti con il coinvolgimento dei vincitori e partecipanti alle passate edizioni del concorso stesso in qualità di interpreti. Il cast, composto integralmente da giovani leve del canto lirico, ha offerto una prova superlativa di una partitura di non facile esecuzione, specialmente se si considera per la maggior parte degli interpreti, si trovava al debutto nella propria parte. Bene dunque il versante vocale, con qualche riserva per quanto riguarda il tenore Cristiano Olivieri, nella parte di Manrico, che ha dovuto fare i conti con un ruolo non molto adatto alle proprie qualità vocali e certamente al di sopra delle proprie possibilità, riuscendo comunque a portare a termine lo spettacolo senza grossi incidenti. Ottima la prestazione del soprano Eleni Ioannidou, allieva della grande Leyla Gencer dalla quale ha appreso indubbiamente tutta la poesia del canto, specialmente per quanto riguarda i momenti di abbandono lirico, con particolare attenzione alla Scena I della Parte IV, culminante nella intensa e patetica "D'Amor sull'ali rosee", risolta con grande maestria dal giovane soprano greco. Grande temperamento nella voce del mezzosoprano russo Larissa Demidova, forte dei corsi di perfezionamento con Fedora Barbieri che sembra aver trasmesso nella giovane allieva tutta la sua grinta esecutiva ed interpretativa. La Demidova infatti ha saputo ben trasmettere tutte le sfaccettature di un personaggio molto complesso qual'è Azucena, passando dallo sconforto ai momenti di slancio, fino alla terribile chiusura finale dell'opera, resa con strazio ed allo stesso tempo trionfo vindice della madre. Energica l'interpretazione, nei panni del Conte di Luna, del baritono Joung-Min Park, dotato di voce potente ed estesa, il quale ha risolto brillantemente la parte che richiede una grande padronanza dei mezzi vocali, certamente molto importanti in questo giovane coreano vincitore dell'edizione 2004 del Concorso Velluti. Di grande effetto, timbrata e molto ampia la voce del basso Jin Seok Lee che nel ruolo di Ferrando ha aperto l'opera, imponendosi per la correttezza e la chiarezza della dizione, qualità peraltro riscontrabile anche nei colleghi non italiani impegnati. Infine ricordiamo il soprano Selli Franco ed il tenore Thomas Vacchi impegnati nei ruoli rispettivamente di Ines e Ruiz. Il Coro "Antiche Armonie" di Bergamo ha svolto con disinvoltura il proprio compito, dimostrando una buona preparazione e studio della partitura che hanno fatto apprezzare appieno le bellezze dei pezzi corali dell'opera, fondamentali per la riuscita di molti passaggi dello spettacolo. Il direttore Dario Bisso ha dato un'interpretazione vibrante della partitura, come giustamente reclama il Verdi della Trilogia Popolare, proiettato già alle nuove esperienze delle opere successive, ma ancora molto legato alle forme delle composizioni liriche degli anni di galera, sebbene l'orchestra non sia stata sempre all’altezza delle intenzioni del Maestro. Una direzione, quella di Bisso, attenta alle voci, accompagnate con maestria anche e soprattutto nei momenti più difficili; concertazione intensa e agile allo stesso tempo, mai pedante o poco approfondita e grande capacità di assecondare le voci nei momenti di abbandono lirico. Sapientemente risolti anche i momenti d'assieme, vedi concertato finale seconda Parte, retto da un intricato intrecciarsi delle voci, paragonabile ad un impalcatura fragile ma perfetta che se ben eseguita, come nel nostro caso, restituisce appieno le raffinatezze delle musica verdiana. Calorosi gli applausi finali di un pubblico numeroso e attento che ha affollato il teatro tenda Expo-Art, tributando il successo della serata. |

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DARIO BISSO SABADIN |

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DARIO BISSO sabàdin |
DA “MUSICA E SCUOLA” 15 NOVEMBRE 2004STRA’ (VE) - “Vivo successo quello ottenuto il 15 luglio al Parco di Villa Pisani a Strà (Ve) del Concerto di Gala organizzato dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione del Concorso Internazion ale Voci Nuove della Lirica “Giovan Battista Velluti”. Diretto dal M° Dario Bissocon autorevolezza e qualificata professionalità al podio dell’Orchestra Filarmonica di Bacau, ha visto la presenza del soprano Sophoa Mitropulos, del tenore Aldo Di Toro, e del Baritono Gu Bon Gang. Pregevoli le esecuzioni di musiche di Rossini, Bellini e Verdi, che hanno messo in rilievo le doti interpretative e tecniche di ognuno. Il M° Bisso ha offerto prove significative del suo valore nelle Sinfonie del Nabucco, della Norma, de La Forza del Destino e della Ouverture de la Gazza Ladra….” Dino Gatti
DA “IL GAZZETTINO” DEL 17 LUGLIO 2004 STRA’- Complici uno scenario impareggiabile, costituito dal parco di Villa Pisani; belle voci ed un’orchestra giovanissima ed affiatata, il Gran Concerto di Gala internazionale, “Giovan Battista Velluti voci nuove della Lirica, ha riscosso successo di critica e di pubblico (oltre 700 gli appassionati presenti), davvero importante. …..E veniamo agli interpreti : Sofia Mitropulos (soprano), Aldo Di Toro (tenore), Gu Bon Gang (baritono) e l’orchestra filarmonica di Bacau “Mihail Jora” diretta dal maestro Dario Bisso, si sono superati, subissati da tanti applausi convinti”. Silvano Bressanin |
Dal “ CORRIERE DEL TEATRO” –Vol 4 – Ott-Nov-Dic 2004CONCERTO DI GALA A VILLA PISANI “Villa Pisani a Stra, tra le ville della Riviera del Brenta, è quella più grandiosa e monumentale: le sue vaste sale, le pitture del Tiepolo ed un parco meraviglioso ne sono la gloria. Le sue splendide quinte arboree hanno fatto da sfondo a metà luglio, di fronte ad una platea affollatissima, ad un grande concerto di gala che ha visto esibirsi l’Orchestra Filarmonica di Bacau, condotta con la consueta bravura da Dario Bisso, direttore artistico del Concorso lirico “G. B. Velluti”. La compagine romena è stata impegnata dal maestro veneto nell’esecuzione accurata e vigorosa di alcune celebri sinfonie operistiche (Nabucco, Norma, Forza del destino, Gazza ladra) che ha destato l’entusiasmo del pubblico.” G. Mion |
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DAL CORRIERE DEL TEATRO – vol. 4° - Ott – Nov – Dic 2005 In attesa dello svolgimento a settembre della XI^ edizione del Concorso lirico Internazionale “Velluti”, la città di Dolo – felicemente posta nell’entroterra veneziano – ha voluto offrire a luglio nella cornice del Teatro Excelsior un fastoso concerto lirico, ripetendo in tal modo anche quest’anno la positiva esperienza degli anni passati. Un Gran Concerto di gala all’insegna del “tutto esaurito” che ha visto ancora una volta quali protagonisti alcune voci nuove uscite dalla prestigiosa selezione: e cioè il soprano Federica Giansanti, la cui bella tempra lirico-drammatica troverà indubbiamente con la maturità un suo più preciso indirizzo stilistico, ed i cantanti coreani Sung Kyu Park, tenore di discrete qualità interpretative, e Joung Min Park, baritono che presenta una certa propensione al repertorio comico-brillante. Dirigeva l’Orchestra Filarmonica di Bacau, con sicura maestria e felice gusto interpretativo, il maestro Dario Bisso – direttore artistico del Concorso “Velluti” – alternando ai brani vocali (Bellini, Rossini, Mozart, Mascagni, Puccini) alcune brillanti esecuzioni lirico-sinfoniche ( i preludi dalla Carmen e Cavalleria Rusticana, l’ Intermezzo dalla Manon Lescaut, le ouvertures da Le Nozze di Figaro e Il Barbiere di Siviglia). G. Mion
DA “RASSEGNA MUSICALE ITALIANA” …In forma di concerto si è pensato coraggiosamente a Il Trovatore, tenutosi al Teatro ExpoArt e diretto dal M° Dario Bisso […] a capo dell’Orchestra “Mihail Jora”, con il Coro Antiche Armonie preparato da Giovanni Duci e una schiera di giovani cantanti professionisti “laureatisi” alle ultime edizioni del velluti, tutti con valide esperienze in teatro. Con 53 elementi in orchestra e 40 coristi, il M° Bisso non ha lasciato che neppure una nota o un tempo o un’indicazione sfuggissero alla sua attenzione, ha insistito sui terzetti, i concertati finali, le grandi scene della zingara, della pira e del Miserere, senza mai trascurare la difficoltà dei momenti solistici e neppure delle prestazioni del coro o dei singoli strumenti in orchestra. La sua visione della partitura, pur con qualche sporadico taglio per esigenze di praticità concertistica, (il vecchio zingaro, la ripresa in lontananza delle zingarelle, “Tu vedrai che amore in terra”) , era mirata a cogliere un’atmosfera, il giusto colore dell’opera nella sua ambientazione, nei suoi umori, nei suoi notturni. Ha impresso concitazione e intensità senza scadere mai nell’accompagnamento o nella concertazione di routine, liricizzando con introspezione le pagine di maggior poesia e riuscendo a ottenere un bel nitore, nonché compattezza, del suono orchestrale, oltre un buon affiatamento delle voci per correttezza e varietà di canto. Questo suo importante debutto nell’opera segna senza dubbio un inizio da prendere in seria considerazione e che si è già imposto con successo all’attenzione del pubblico. Claudia A. Pastorino
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Dal CORRIERE DEL TEATRO Gennaio 2007 TEATRO EXPO - IL TROVATORE G.Mion |